MOHAMED KEITA

KENE / Spazio

Per visitare la mostra nella giornata del 22 ottobre sarà possibile accreditarsi scrivendo a comunicazione@pianoterra.net comunicando le persone che parteciperanno alla visita (non più di 2 per volta), e l’orario. Le visite avverranno in slot di 20 minuti, dalle 11 alle 19. Negli altri giorni la mostra potrà essere visitata acquistando un biglietto di ingresso al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

MOHAMED KEITA

KENE / Spazio

Per visitare la mostra nella giornata del 22 ottobre sarà possibile accreditarsi scrivendo a comunicazione@pianoterra.net comunicando le persone che parteciperanno alla visita (non più di 2 per volta), e l’orario. Le visite avverranno in slot di 20 minuti, dalle 11 alle 19. Negli altri giorni la mostra potrà essere visitata acquistando un biglietto di ingresso al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

La mostra di raccolta fondi documenta l’esperienza dello studio KENE attraverso 5 fotografie di Mohamed Keita e circa 50 immagini realizzate dai giovani studenti in Mali e una ristretta selezione che racconta il laboratorio e i momenti didattici. Un racconto di viaggio in un’umanità diversa. Un mondo ricco di sfumature, a volte buffo, lontano dalla stanca rappresentazione delle periferie del mondo, perché guardato da una prospettiva interna e sensibile.

DAL 19 FEBBRAIO, SCORRENDO LA GALLERIA, SARÀ POSSIBILE ORDINARE LE FOTO DEI RAGAZZI IN DIVERSI FORMATI.

ALTRE FOTO SARANNO AGGIUNTE NEL TEMPO.

Kenè è un viaggio in Mali attraverso gli occhi di chi lo vive tutti i giorni, lontano dalla costruzione fotografica a cui siamo abituati. Visto con occhi occidentali dobbiamo dedicare alcuni minuti a togliere il velo di esotismo e fascinazione che lo scenario africano esercita su di noi. Con quale sguardo osservare le moltissime immagini che questo laboratorio sta producendo? L’unicità di Kené risiede proprio nello spazio autocostruito dedicato alla formazione visiva e che porta a diverse fasi di esplorazione, discussione, rielaborazione all’interno del gruppo. I risultati sono inaspettatamente vicini a un certo tipo di fotografia d’autore, alternando forme che spaziano dalla fotografia pittorica, al ritratto, a quella di reportage.

Sara Alberani, curatrice della mostra